
È il 27 giugno, Procura di Pavia. A un certo punto il pubblico ministero richiama l’articolo 371 bis del codice penale, quello che punisce le dichiarazioni non solo false ma anche reticenti. La lettura interrompe il verbale. Un gesto che, in un’interrogatorio, suona come un campanello d’allarme fortissimo.
Davanti all’aggiunto Stefano Civardi e alla pm Giuliana Rizza c’è l’ex capitano dei carabinieri Gennaro Cassese, oggi 62 anni. È l’uomo che coordinò le indagini in una fase delicatissima del caso Garlasco e che, negli anni, è tornato spesso anche in tv per commentare la vicenda.
Stavolta, però, non è lì come analista: è lì perché ci sono “anomalie” che gli inquirenti vogliono chiarire. E quelle anomalie riguardano verbali e interrogatori datati 4 ottobre 2008, in particolare quelli legati agli amici di Marco Poggi.