Tra le sanzioni più onerose vi sono quelle collegate a quattro procedure arrivate a una seconda sentenza, che riguardano le discariche abusive, il trattamento delle acque reflue urbane e la gestione dell’emergenza rifiuti in Campania, con esborsi complessivi superiori a 800 milioni.

Dettagli sulle nuove contestazioni
Tra le nuove procedure emerge quella sul mancato recepimento della Direttiva quadro sulle Acque, che interessa anche Danimarca e Lussemburgo. La normativa europea impone controlli rigorosi sui prelievi idrici e revisioni periodiche delle autorizzazioni per garantire la tutela di fiumi e laghi. In Italia, la legislazione non garantisce una registrazione completa dei permessi né prevede revisioni regolari delle concessioni, spesso valide per lunghi periodi.
Un’altra procedura è relativa al mancato aggiornamento del programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico, previsto dalla direttiva Nec del 2016. Nonostante i ripetuti solleciti, l’Italia non ha ancora trasmesso la revisione richiesta, esponendosi a ulteriori procedure formali e possibili sanzioni più severe.
Termine per la risposta del governo italiano
Il governo ha ora a disposizione due mesi per rispondere alle lettere di messa in mora e correggere le carenze rilevate dalla Commissione. In caso di mancata risposta, Bruxelles potrà procedere con un parere motivato, aumentando il rischio di condanne formali e sanzioni più pesanti.