
Lo scontrino di Vigevano e i nuovi dubbi
Il tagliando del parcheggio di Vigevano, con orario 10.18, era stato collegato alla versione fornita da Sempio: quella mattina si sarebbe trovato lì per comprare un libro. Ma lo scontrino fu consegnato ai magistrati solo un anno dopo il delitto e oggi gli investigatori si chiedono se fosse davvero riconducibile a lui. Una delle ipotesi, ancora tutta da verificare, è che potesse appartenere alla madre, circostanza che la donna avrebbe sempre negato.
A cambiare il peso dell’alibi c’è anche la questione dell’orario della morte. Secondo la più recente valutazione attribuita all’anatomopatologa Cristina Cattaneo, il delitto potrebbe essere avvenuto tra le 11 e le 11.30. Se questa finestra temporale fosse confermata, la presenza a Vigevano alle 10.18 non renderebbe impossibile uno spostamento verso Garlasco in tempo utile. Ed è proprio qui che il vecchio alibi comincia a mostrare crepe.