A complicare ulteriormente il quadro è l’arresto del suo ex collaboratore Ruslan Tsalikov, accusato di corruzione e riciclaggio. Un episodio che, secondo il dossier, avrebbe rotto gli equilibri interni tra le élite e aumentato la tensione ai vertici dello Stato. Tuttavia, non vengono fornite prove concrete di un reale piano di colpo di Stato, e molte informazioni restano difficili da verificare.
Cremlino sotto pressione, tra sicurezza e propaganda
Nel frattempo, anche gli eventi simbolici vengono ridimensionati. La tradizionale parata del 9 maggio sulla Piazza Rossa, simbolo della potenza militare russa, si svolgerà senza armamenti pesanti, ufficialmente per motivi di sicurezza. Una scelta che, secondo diversi osservatori, riflette le difficoltà operative e il timore di nuovi attacchi.
In questo scenario, il rafforzamento della sicurezza attorno a Putin appare come il segnale più evidente di un sistema sotto pressione. Tra guerra, crisi economica e tensioni interne, il Cremlino si muove in un equilibrio sempre più fragile, nel quale anche la protezione personale del presidente diventa una priorità assoluta.